Volevo solo raccontare di un'osteria a Cureglia. Volevo solo dire "ehi, c'è questo posto col camino, è bellissimo, andateci". Non pensavo che ci sarebbe voluta una campagna diplomatica degna delle Nazioni Unite.
Ho scritto il pezzo, l'ho riletto, l'ho fatto suonare meno pubblicitario possibile (difficile, quando vorresti solo urlare "ANDATECI" in maiuscolo). E poi sono partita: prima Tio, silenzio. Poi La Rivista, complimenti e un "no" gentile. Poi Ticino Magazine, un "per il momento non possiamo" che suonava sospettosamente definitivo. Poi Ticino Turismo, che mi ha detto che il pezzo gli era piaciuto molto e poi mi ha comunque rimandata a casa.
A quel punto ho pensato: ok, universo, ho capito, vuoi mettermi alla prova.
E poi, quando ormai avevo fatto pace con l'idea di pubblicarlo solo qui, nel mio angolino dove nessuno mi dice mai "purtroppo no" Tio si è fatta viva. Proprio loro. Quelli che per primi non avevano risposto.
Morale della storia: a volte le porte si chiudono, si riaprono, si richiudono di nuovo, e poi quella che pensavi fosse murata si apre senza nemmeno bussare di nuovo. Oppure, più semplicemente: la costanza vince sulla logica.
Qui trovate l'articolo originale →https://www.tio.ch/rubriche/aziende-ticinesi-informano/1931662/fa-cureglia-habitue-camino-bagnovini-sanya-quando
E se passate da Cureglia, sappiate che è tutta colpa di un camino. Ve l'avevo detto.
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